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Il Barcellona calcio perde davanti al Tribunale UE

 

2015-12-11 08.16.35 am

Sono stati necessari oltre due anni di carte bollate ed una sentenza del Tribunale di Primo grado dell’Unione europea – e non è detto che sia finita qui – per dire di no alla squadra di calcio del Barcellona che dal 2013 chiede ostinatamente la registrazione come marchio per contraddistinguere tra gli altri, prodotti di carta, capi d’abbigliamento e attività sportive della semplice sagoma vuota del proprio stemma.

Non l’abbinamento dei suoi colori, non il suo logo, non un gagliardetto nel suo complesso ma solo ed esclusivamente il profilo – nero su bianco – di uno stemma uguale a milioni di altri stemmi in giro per il mondo.

E per fortuna che dopo l’Ufficio europeo dei marchi e dei brevetti che nel 2014 aveva respinto la richiesta, ora anche il Tribunale dell’Unione Europea ha rigettato il ricorso proposto dal Barcellona Football Club, altrimenti ci ritroveremmo con una squadra di calcio in condizione di vietare a chissà quanti enti ed istituzioni pubblici e privati di usare i propri stemmi solo perché aventi la stessa forma del suo.

“Nessuna delle caratteristiche del segno in questione contiene elementi di spicco tali da richiamare l’attenzione dei consumatori…e distinguere i prodotti o i servizi del suo titolare da quelli delle altre imprese”, ha messo nero su bianco il Tribunale.

E i Giudici hanno poi aggiunto: “gli stemmi vengono utilizzati abitualmente in ambito commerciale a fini puramente decorativi, senza rivestire una funzione di marchio.”.

Difficile dire se la vicenda sia più sintomatica della deriva commercial-affaristica del calcio – il bel gioco del tempo che fu – o della proprietà industriale, tanto nobile quanto oggi abusata.