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I cittadini i cui dati personali siano oggetto di trattamento e di trasmissione tra due amministrazioni pubbliche di uno Stato membro devono essere preventivamente informati

Potrebbe indurre molte amministrazioni a maggior ponderazione e riflessione nella comunicazione dei dati personali di cittadini e non cittadini ad altre amministrazioni la decisione con la quale la Corte di Giustizia dell’Unione europea, ieri, ha ricordato che la disciplina europea in materia di tutela della privacy prevede ben poche eccezioni per le pubbliche amministrazioni rispetto al principio generale secondo il quale, l’interessato – ovvero la persona a cui si riferiscono i dati personali – deve essere preventivamente informato ogni qualvolta i suoi dati vengono trasferiti da un’amministrazione all’altra.

Questa la vicenda all’origine della decisione della Corte di Giustizia.

La signora Smaranda Bara e svariati altri cittadini rumeni sono lavoratori autonomi. L’amministrazione tributaria rumena ha trasmesso le loro dichiarazioni dei redditi alla Cassa nazionale malattia, che ha indi richiesto il pagamento di contributi previdenziali arretrati. I predetti cittadini rumeni contestano dinanzi alla Curtea de Apel Cluj (Corte di Appello di Cluj, Romania) la legittimità di tale trasmissione di dati ai sensi della direttiva europea. A loro avviso, i dati personali sarebbero stati utilizzati a fini diversi da quelli per i quali erano stati inizialmente comunicati all’amministrazione tributaria, senza che gli interessati fossero stati preventivamente informati. Il diritto rumeno consente agli enti pubblici di trasmettere dati personali alle casse malattia affinché queste ultime possano accertare la qualità di assicurato delle persone interessate. Tali dati riguardano l’identificazione delle persone (nome, cognome, indirizzo), ma non anche i redditi percepiti.

In tale contesto, la Corte di Appello di Cluj ha chiesto, in sostanza, alla Corte di giustizia se il diritto dell’Unione osti a che un’amministrazione pubblica di uno Stato membro trasmetta dati personali a un’altra amministrazione pubblica, a fini di trattamento, senza che le persone interessate siano state informate né di tale trasmissione né del successivo trattamento.

Con la Sentenza di ieri la Corte di Giustizia ha risposto così.

“L’obbligo di trattamento leale dei dati personali richiede che un’amministrazione pubblica informi le persone interessate del fatto che i loro dati saranno trasmessi a un’altra amministrazione che li tratterà in qualità di destinatario. La direttiva stabilisce esplicitamente che ogni eventuale restrizione all’obbligo d’informazione sia adottata con disposizione legislativa. La legge rumena che prevede la trasmissione gratuita dei dati personali alle casse malattia non dispensa il responsabile del trattamento dall’obbligo di informare le persone delle quali sono raccolti i dati. Detta legge, infatti, non definisce né le informazioni trasmissibili né le modalità di trasmissione, le quali figurano unicamente in un protocollo bilaterale tra l’amministrazione tributaria e la cassa nazionale.”.

E questa è la conclusione dei Giudici del Lussemburgo che val la pena, le nostre amministrazioni tengano bene a mente: “il diritto dell’Unione osta alla trasmissione e al trattamento di dati personali tra due amministrazioni pubbliche di uno Stato membro se le persone interessate non ne vengono preventivamente informate”.

Qui la decisione della Corte di Giustizia UE.