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Condannata Dailymotion, la “cugina” francese di YouTube

 La Corte d’Appello di Parigi con una Sentenza del 2 dicembre ha confermato la condanna che l’anno scorso, il Tribunale di Parigi aveva inflitto a Dailymotion, il popolare sito francese di video-sharing per aver omesso di rimuovere tempestivamente – a seguito delle segnalazioni ricevute dall’emittente televisiva TF1 – alcune centinaia di video caricati online dai propri utenti.

Un milione e duecento mila euro la somma che il gestore del portale dovrà versare a TF1 ed alle altre società del gruppo intervenute nel giudizio, a titolo di risarcimento del danno.

Nessuna sorpresa e tante conferme circa l’impianto logico-giuridico sul quale è fondata la decisione giacché la Corte d’Appello ha escluso, a dispetto della domanda reiterata dalla TV francese, che Dailymotion possa essere qualificato come un editore dei contenuti audiovisivi prodotti dai propri utenti e ha ribadito la circostanza che il fatto che esso proponga un’organizzazione minima di tali contenuti non vale a fargli perdere la qualità di “intermediario della comunicazione” ovvero mero fornitore di servizi di hosting per contenuti che sono e restano “editi” da terzi ovvero dai singoli utenti.

Nessuna “emozione”, neppure nella decisione dei Giudici francesi di respingere le domande riproposte in Appello da TF1 di ordinare a Dailymotion la rimozione di tutti i contenuti riconducibili – per tag o loghi – a TF1 e di installare un filtro idoneo, almeno per un anno, a bloccare la pubblicazione di ulteriori analoghi contenuti.

La Corte d’Appello di Parigi, sul punto, non ha avuto dubbio alcuno – richiamando la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea – nel dire che non può essere imposto ad un intermediario della comunicazione alcun obbligo in questo senso.

L’unico obbligo del fornitore di hosting, obbligo al cui adempimento, in centinaia di casi, secondo i Giudici Dailymotion è venuto meno è quello di rimuovere i contenuti pubblicati a richiesta dei propri utenti dietro richiesta puntuale e circoscritta – completa, dunque, dell’URL al video – da parte del titolare dei diritti.

Sotto tale profilo, secondo la Corte d’Appello – come, peraltro, secondo il Tribunale – Dailymotion, ritardando, diverse settimane e, talvolta, oltre un mese a rimuovere taluni contenuti, pure puntualmente segnalatile, sarebbe venuto meno alle proprie obbligazioni, rendendosi così responsabile del danno ingiusto sofferto dalla TV francese.

Chi fosse interessato ad approfondire trova qui la Sentenza per esteso.